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IDEA

Il progetto ARBOREO intende coinvolgere la cittadinanza in generale, le scuole, il Comune e le associazioni locali. È finalizzato a offrire un contributo tangibile per riportare al centro dell’attenzione le problematiche ambientali con modesti investimenti economici. Tale iniziativa, presuppone una mappatura delle aree incolte e inutilizzate all’interno delle aree urbanizzate del Comune che attraverso la messa a dimora di nuovi alberi, scelti da un’attenta riflessione scaturita dalla consulenza di un botanico professionista, si trasformeranno in nuovi centri sperimentali di aggregazione e promozione. Piantare un albero è una speranza. Confucio sosteneva che il momento migliore per piantare un albero è vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso. Poesia, letteratura, filosofia si sono ispirate da sempre all’albero, e spesso nelle più acute intuizioni hanno anticipato le scoperte che la botanica e le sue varie sotto-discipline hanno certificato solo in anni recenti. Dobbiamo fare una profonda riflessione che l'esistenza dell'essere umano è indissolubilmente legata alla presenza degli alberi (cambio di paradigma). La connessione spirituale tra gli uomini e gli alberi è sacra, primordiale, intima e destinata a durare. Non solo non possiamo sopravvivere senza di essi, ma ce ne serviamo per ristabilire il nostro legame con la terra. La scuola diventa necessariamente il propulsore del progetto attraverso un’azione cardine: piantare un albero, nominarlo e curarlo. Il nome è importante, non solo per i significati che include, ma perché l’atto di denominare non è un dato tecnico, ma descrive un processo culturale e intellettuale di primaria importanza. È nel nome che la lingua manifesta il suo carattere ontologico: nel nome il mondo viene alla presenza, nel nome l’uomo si apre alla verità del mondo. In esso la parola dell’uomo si apre, prima ancora che alla conoscenza del mondo, all’incontro con il mondo e la sua lingua si svela tutt’altro che semplice strumento per afferrare e impadronirsi di ciò che non ha lingua.
Le cose esistono, ma non basta indicarle. Per comprenderle, perché acquistino per noi un significato, siano discutibili, entrino a pieno titolo nella riflessione pubblica e dunque siano oggetto di confronto, e di crescita, occorre che abbiano un nome.

Di conseguenza la messa a dimora degli alberi, da parte degli studenti, attraverso un percorso di identificazione e studio, permetterà di attivare un'azione di riconoscimento con conseguente cura, utilizzo e controllo delle aree di intervento. La somma dei partecipanti determinerà la creazione di un esteso tessuto sociale dinamico, capace di contrastare e ribaltare il concetto di “verde pubblico” come “arredo urbano” trasformandolo in aree biodinamiche essenziali alla vita della comunità. L’intero progetto sarà diretto da un gruppo di artisti e designer che contribuiranno all’estensione culturale degli interventi, collegando attivamente gli studenti delle scuole e dei comuni presenti sul territorio.